Cos'è
Leggiamo nel vocabolario che la parola PACE significa anche “armonia”. Ma allora non avere pace significa, metaforicamente parlando, ascoltare un concerto di musica da camera e sintonizzarci solamente sulle frequenze del violino o dei flauti o dei tromboni, privandoci della bellezza dell’arpa, del fagotto, del clarinetto, del contrabbasso.
Leggiamo nel vocabolario che la parola INCLUDERE significa anche “comprendere in un tutto”. Ma allora escludere significa lasciare degli spazi “vuoti”, metaforicamente parlando, non riuscire a vedere l’immagine di un puzzle perché mancano dei pezzi.
Pace e inclusione sono i binari di uno stesso treno. Potremo ammirare paesaggi meravigliosi solo se resteranno uno accanto all’altro: un pezzo mancante e il treno deraglia, con conseguenze dolorose per tutti.
Nella serata di mercoledì 11 marzo daremo voce a chi opera fuori e dentro il carcere perché pace ed inclusione non siano solo parole scritte in un vocabolario.
L’incontro vedrà la partecipazione dell’associazione Carcere Aperto, realtà di volontariato impegnata da anni nel costruire ponti tra carcere e società civile. Attraverso attività culturali, percorsi di ascolto, sostegno relazionale e progetti di reinserimento, l’associazione promuove dignità, responsabilità e opportunità concrete per le persone detenute, favorendo una comunità più consapevole, solidale e inclusiva.
La loro testimonianza ci aiuterà a comprendere come pace e inclusione possano tradursi in gesti quotidiani, relazioni autentiche e possibilità di rinascita.
A chi è rivolto
Tutti
Date e orari
11 mar
11
mar
Costo
Gratuito
Luogo
Punti di contatto
Allegati
Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2026, 18:18